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Tutto nacque da una piantina dei ‘set’ di ST:TNG che realizzai, con gioia del VHS, taaaanto tempo fa, ipotizzando le varie planimetrie dalle scene dei vari episodi ( omg ).
Taaaanto tempo dopo, tale papiro risaltó fuori, e pensai, ‘perché non farne una verione 3D realtime?’
Da qui nacque ‘ST:tng interactive ‘set’.
Una volta realizzato l’intero ‘set’ rimaneva una sola cosa da fare: L’intera NCC 1701D, ponte per ponte secondo i blueprints ufficiali.
L’idea era quella di realizzare un engine in grado mettere su schermo dei minigame / episodi, chiaramente interattivi 3D realtime, sotto forma di Adventure sulla falsa riga di ST: A Final Unity.
L’engine di scripting degli episodi/adventure, il sistema di portali e streaming dei vari deck della nave, così come quello dei combattimenti nello spazio, erano già a buon punto: si
poteva camminare lungo gli immensi corridoi, entrando e uscendo attraverso la maggior parte delle porte (quelle tralasciate portavano a stanze poco importanti o apparentemente senza senso, a giudicare dai blueprints), passando tra un ponte e l’altro tramite i Turbolift o grazie alle più classiche rampe, in maniera del tutto k, senza loading intermedi.
Iniziai ad arenarmi al terzo deck: ogni ponte andava realizzato nel dettaglio, sia a livello estetico che funzionale, precludendo la possibilitá di utilizzare qualche tipo di sistema di generazione dinamica automatica, la produzione degli ambienti si faceva sempre più lenta e problematica ( da qui nasce l’idea di ediTable ). Il colpo di grazia arrivò prima con l’email di youtube che mi informava del conflitto di copyright. La lessi troppo tardi: risultato l’account di youtube bannato ( ricreato subito dopo e riempito di disclaimer ), e poi un’email di Viacon / Paramount che non portava esattamente buone novelle… A quel punto decisi di fermare il progetto per una breve pausa ( dopotutto pare che bastasse inserire disclaimer ovunque..exe, sito, screenshots, video… tutto insomma) per dedicarmi all’editor (necessario per me, ma eventualmente anche per coloro che avrebbero voluto ‘scriptare’ i propri episodi)
